Impalpabile se osservi dall'esterno,
dentro arde come il fuoco dell'inferno.
Poi arriva e tu provi ad annientarlo,
mentre ancora tu ti chiedi: perchè farlo!
Con distacco e irriverenza lui ti tiene in dipendenza,
urla il matto, non è un fatto
ma non serve neanche il tatto.
Non esiste una ragione ma si mostra in sicurezza,
ed è vero tu lo senti sembra quasi una certezza.
E' piantato, è incisivo come fosse ancora vivo,
come un chiodo ben saldato nella mente del dannato.
Ti rivolti, ti analizzi, sembra che ti polverizzi,
Non complesso, non è amplesso,
ma un pensiero sempre fisso,
che ti scalza o t'incalza nelll'abisso.
venerdì 4 settembre 2009
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