sabato 12 settembre 2009
Prova a leggerla
Fattivamente il nesso che lega la causa all'effetto esiste solo se e quando l'effetto diventa anche la causa e non semplicemente viceversa. Paradossalmente si evince che non essendoci effetti latenti, la causa desiste dal commettere un'azione repressiva ma si converte in effetto per via della causalità. Ed effettivamente anche se effimero e perfetto, non sarà mai causa scatenante, ma bensì un effetto causato dall'antefatto fatto che, ponendosi come base per l’ascesa tanto attesa, diventa un semplice atto di circostanza. E se mai ce ne fosse bisogno si potrebbe chiamare in giudizio il fittizio dazio che si fa spazio all'interno di un conviviale sodalizio, che per quanto possa essere propizio, non concede mai lo sfizio di esaltare la sua razio. Per concludere il concetto ci vorrebbe un altro effetto, di concausa manifesta che la razio non arresta e se a causa del suo effetto è la razio a far contatto, attenziona quel concetto è la causa a dar l’effetto.
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