venerdì 4 settembre 2009

Se vai piano ti sbrighi prima

Noto che una nota anche se non nota può essere notata o annotata..ma questo da cosa dipende? Se fosse dipeso da chi pensa che la dipendenza da questo strumento dipenda dal lato in cui pende la propria attenzione,magari mi troverei d'accordo. Ma a quanto pare chi lavora o chi studia o chi non fa nulla ha comunque un'attenzione nei confronti di un attesa novità da parte di chi per abitudine o per volontà si trova a dover attendere. Ed è proprio annotando e quindi comunicando che si sviluppano diversi concetti di comunicazione che a volte comunicano pensieri, stati d'animo o semplicemente riflessioni personali che spesso comunicativi risultano essere. Potrebbe essere interpretato anche come un sistema di osservazione, mirato ad osservare chi ti osserva anche se osservando decide di restare in silenzio o semplicemente il frutto di un osservatore distaccato che non vede l'ora di divorare un piatto a base di lettere e contenuti. E allora mi chiedo: quanto questa danza di parole può saziare la fame di un individuo affamato di sapere e generare in esso dei percorsi immaginari solo attraverso la fantasia??Basterebbe semplicemente concettualizzare le tematiche ed aprire la mente ad una concezione nuova di concetto filosofico di parole, che segue delle ritmiche atipiche e ritmate da un ritmo melodicamente e gradevolmente astratto.
Lodevole è infine il riscontro di lodi recepito anche se resta immutato il pensiero che recita: a chi lo devo?
Mi sa che devo fermarmi n'attimo và...

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